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7 settembre 2026 · mediflow · sviluppo

Verso MediFlow 0.8.6: spazio al lavoro clinico

Cartella, documenti, modelli locali e Mac: cosa cambia nella versione in preparazione e cosa abbiamo provato finora.

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In questa nota

La 0.8.6 parte da un problema concreto: trovare l’informazione utile senza attraversare troppi pannelli. Un clic apre la cartella; diario, documenti e riepilogo hanno compiti distinti. La navigazione può stare in alto oppure nella barra laterale.

La versione è ancora in preparazione. Questa è un’anteprima del lavoro locale, non l’annuncio di una release già pubblicata.

Elenco dei pazienti nell’anteprima Web di MediFlow 0.8.6

Schermata dell’app Web, con pazienti inventati. L’interfaccia è ancora in revisione.

Dalla cartella al documento

La cartella separa anagrafica, diagnosi e amministrazione. Nei documenti, caricamento, consultazione e sintesi seguono lo stesso percorso: il referto originale resta raggiungibile anche quando si legge un riepilogo.

Abbiamo ottenuto una sintesi con un modello Ollama locale, partendo da un PDF inventato. Il risultato contiene un rimando al documento da cui proviene: serve a tornare al passaggio originale e controllarlo. Una prova riuscita su quel documento non garantisce la qualità delle risposte su ogni cartella.

Scegliere cosa attivare

Le impostazioni distinguono le funzioni intelligenti dai repertori. Per ogni funzione si può scegliere un modello; la cartella resta utilizzabile anche senza AI. AIFA si aggiorna dalla fonte ufficiale o da un file locale. Le esenzioni passano da un’anteprima, con backup prima della sostituzione. Per WHO, un servizio locale configurato permette la ricerca e la verifica dei codici; non va confuso con i cataloghi curati già presenti nelle app.

L’adapter OpenAI esterno è disattivato per default. Un accesso riuscito e la disponibilità di un modello non dimostrano, da soli, l’esecuzione di una funzione clinica: il percorso di generazione resta in verifica e non viene presentato come operativo nel prodotto.

Mini: una prova verso la 1.0

Mini resta nella roadmap 1.0, insieme a Windows, Linux, iOS e iPadOS. Aggiornamento del 20 settembre: la 0.8.6 consolida runtime locale/Headless e UI localhost sul Mac; le app native restano un seguito. Il prototipo Mini può avviarsi dal terminale insieme al Supervisor. L’accesso e l’autorizzazione avvengono nel Web; da quel momento Mini vede le operazioni consentite dai servizi di MediFlow, senza aprire direttamente il database.

La prova locale su Mac ha usato la CLI e il server Web reali della revisione 493a6123a807. Ha cercato il codice LOINC dell’emoglobina, letto le attività aperte e preparato una proposta di follow-up. Il paziente inventato non aveva attività aperte, quindi elenco e proposta erano vuoti. Un piano di due letture è stato completato; nessuna operazione Mini ha salvato modifiche cliniche. Al logout, i processi della sessione si sono chiusi.

È una prova del trasporto e dei suoi limiti, non una dimostrazione di qualità clinica su casi popolati o di funzionamento su tutte le piattaforme.

Prima della pubblicazione

La review Daybreak ha portato a correzioni nella gestione del cambio PIN e nei limiti delle richieste JSON. Nelle app Apple, le bozze e i cambi di sessione richiedono controlli propri; le prove native restano distinte da quelle Web. La revisione del sorgente non è una certificazione del prodotto.

Restano le verifiche finali dell’interfaccia integrata e del percorso localhost e Headless. Sorgente, build locali e applicazioni firmate hanno consegne separate: non ne ricavo una promessa di parità completa.

Le schermate e la presentazione del prodotto sono su Get MediFlow. Lo schema in home mostra gli accessi al nodo autorevole: Web, app associate, Mini e MCP seguono percorsi distinti, con autorizzazioni esplicite.

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