Leonardo Pegollo
Medico di distretto a Milano. Sanità territoriale, pazienti complessi, domiciliarità. Nel lavoro clinico di oggi dati, prevenzione, medicina d'iniziativa e codice assistito entrano nello stesso campo: non come identità separata, ma come modi per ridurre attrito e tenere insieme informazioni, persone, decisioni.
Cosa faccio per lavoro
Faccio il medico di distretto. Da sempre lavoro su sanità territoriale, pazienti complessi e domiciliarità: la parte di sistema dove la cura non si esaurisce con la prescrizione, ma comincia lì. È un mestiere fatto di percorsi, di reti, di transizioni fra ospedale e territorio, di tempo speso a tenere insieme pezzi che altrove si parlano poco.
Sono fresco di master in gestione delle aziende sociosanitarie. Mi ha lasciato addosso un certo modo di guardare i processi: cercare i punti dove un servizio si rompe, capire chi paga davvero quel costo, provare a ridisegnarlo prima che il costo diventi cronico.
La cosa che mi diverte di più
Mi interessa il punto in cui operatività clinica, dati e piccoli applicativi possono parlarsi davvero. Ragionare su cosa fare, come farlo, e come renderlo pratico. Inizialmente per me. Poi, se viene bene, per chiunque voglia uno strumento per gestire la propria attività clinica.
È anche il principio di una buona pratica di service redesign: fare prototipi piccoli, provarli con chi ci lavora ogni giorno, correggerli senza innamorarsi troppo dell'idea iniziale. Lo faccio anche con me stesso, e lo posso raccontare con cognizione di causa.
Perché un sito
Perché fermarsi a costruire un applicativo solo "per sé" sarebbe un peccato. Studiando si trovano riflessioni utili, qualche volta meravigliose, su come gli applicativi medici vengano pensati, sviluppati, strutturati, distribuiti e a volte mal usati. Privacy, topologia delle app, flussistica dei dati, regole, agganci alle infrastrutture regionali: la parte meno visibile degli strumenti digitali in sanità.
Vorrei provare a scrivere cosa significa fare sanità quando il tempo fra domanda, dato e prototipo si accorcia molto. È una buona notizia solo se resta dentro un metodo: umiltà su quello che si sa fare, revisione dei risultati, attenzione a non trasformare ogni strumento in contenuto da produrre. I dati clinici non sono opinioni. Le scelte di topologia non sono dettagli di stile. Le regole non sono ostacoli al prodotto: sono il prodotto.
Cosa troverai qui
Per ora il white paper di MediFlow (nome temporaneo, lo so). Da qui in avanti il blog raccoglierà note di lavoro su privacy, topologia delle app cliniche, governance dei flussi, prototipizzazione partecipata, qualità dei dati, integrazione con SISS/FSE, e qualche pezzo più libero su come si studia, si decide e si sbaglia in sanità territoriale.
Niente cadenza fissa. Niente clickbait. Quando ho qualcosa da dire che regge alla rilettura, lo scrivo.
Strumenti che uso
SQL, Python e R per leggere dati e fare ordine. TypeScript, Astro e altri strumenti web quando serve. Scrivo codice in prima persona e uso anche assistenti moderni, ma con una regola semplice: il risultato deve reggere alla revisione e servire a qualcosa. Se serve solo a produrre volume, non mi interessa.
Come scrivermi
Tre canali, in ordine di formalità decrescente: email, X, GitHub.
Vai dritto al punto: due righe vanno bene quanto venti, basta che si capisca cosa cerchi. Rispondo nel giro di pochi giorni quando non sono in trincea operativa.
Questa pagina è scritta in prima persona da me e poi riasciugata. Se trovi un'inesattezza nei dettagli professionali, scrivimi.